Anche per te – Spettacolo Teatrale

Lo spettacolo racconta tre storie di vita al femminile di quelle ragazze che nei laboratori de “Le Formichine” riprendono in mano la loro vita. La storia di una nigeriana, arrivata coi barconi, vittima di violenza; una ragazza indiana adottata da una famiglia italiana che si chiede perché è arrivata in un paese che non è il suo, dove sente il richiamo della terra d’origine e il disprezzo della gente perché è di colore. La storia di una giovane italiana che racconta la sua sofferenza, ma anche il suo positivo finale. Queste storie evidenziano la violenza di genere, la difficoltà di definire un’identità in questo momento storico dove si parla di amore e si erigono muri contro gli stranieri immigrati. Creare opportunità a chi è stato offeso porta spesso la persona a vivere di nuovo, anche con più passione e orgoglio, portando con la sua presenza ricchezza alla nostra comunità. La forza della comunità, la solidarietà, è la vera chiave del successo, che vince la solitudine e l’egocentrismo.

"anche per te" uno spettacolo teatrale, un'immagine della donna d'oggi

 

Questo spettacolo è stato presentato in anteprima il 13 marzo 2019 a Rovereto, è possibile chiedere repliche scrivendo a leformichinelabo@puntodapprodo.it. Una parte del ricavato andrà a sostenere il progetto del laboratorio sociale.

L’attrice Annalisa Morsella interpreta Salima che racconta la storia dell’amica Justine. E’ la storia di una ragazza piena di vita che incontra una realtà che la tortura, la priva della sua libertà, usa il suo corpo senza rispetto. Nella sue parole la bellezza della diversità della vita nel mondo, la forza della gioventù, la ricerca di un’identità.

“…in quelle condizioni non potevo crescere un figlio. Io so cosa vuol dire essere abbandonati. Mio figlio aveva diritto a non essere abbandonato. Aveva diritto ad una vita più giusta.” Questa una delle frasi recitate da Martina Lazzari che interpreta Adita una donna adottata in Italia di origini indiane. Emerge forte il bisogno di un abbraccio così come forte è il timore di non essere riconosciuta nell’amore (amicale, familiare, di coppia, genitoriale). Il racconto affronta il conflitto interno che incontrano alcune persone adottate.

Tante le donne italiane in difficoltà che arrivano in comunità, sia al Punto d’Approdo che in Fondazione Famiglia Materna. Marta interpretata da Ornela Marcon sceglie la comunità dopo essersi disintossicata dalle droghe. Obiettivo? Quello di riprendersi la vita e i figli. “Ero diventata come un disco che gira sullo stesso brano in continuazione…”